di Raffaele Ciccarelli

La fase del mondiale che prevede l’eliminazione diretta rappresenta il vero sviluppo del torneo, Inferno e Paradiso per i suoi protagonisti e per i tifosi: si spalancano gli abissi dell’Ade per le squadre che perdono e sono eliminate, si aprono i cancelli dell’Empireo per quelle che avanzano, in una dicotomia eterna che, probabilmente, rappresenta la fase anche più interessante del torneo, perché già di per sé la fase a gruppi manca sostanzialmente del pathos definitivo garantito dalle sfide a eliminazione diretta, come si è potuto vedere soprattutto in questo mondiale “allargato”.

Per avallare questo basta portare un paio di esempi: Australia-Egitto è stata sostanzialmente una gara brutta, anonima, con poco ritmo, ma alla fine ha regalato comunque le emozioni dei tiri di rigore, se questo match fosse stato giocato nella fase a gruppi sarebbe stato sicuramente bollato come il peggiore di tutto il torneo.

Altro esempio di come le partite a eliminazione diretta rappresentino il vero interesse della contesa: Belgio-Senegal per quasi tutto il suo svolgimento è stata una gara che ha visto in campo solo gli africani, con i belgi che addirittura litigavano tra loro.

Il fatto di essere una partita senza appello, però, ha quasi costretto gli uomini di Rudi Garcia a crederci fino all’ultimo, riuscendo addirittura vincitori.

Non che comunque ai sedicesimi non ci fossero gare scontate per il troppo dislivello tecnico ma alla fine, pur promuovendo le squadre pronosticate, i percorsi sono stati più tortuosi del previsto, in alcuni casi addirittura sorprendenti, come nel caso della Germania eliminata dal Paraguay.

I tedeschi dimostrano con questo risultato di non essere fuori dalla crisi generazionale che li ha colpiti dopo la vittoria del 2014 in Brasile, pur disputando una gara dominante non sono riusciti ad aver ragione del blocco difensivo dei sudamericani i quali, grazie alle armi dei “poveri”, abnegazione, spirito di sacrificio e difesa a oltranza, sono riusciti ad arrivare ai rigori che hanno annullato le differenze tecniche  e premiato i loro sforzi.

A pagare alla fine, come sempre è il CT, la federazione tedesca ha giubilato Julian Nagelsmann e pare che al suo posto, per la rinascita teutonica, dovrebbe arrivare Jurgen Klopp.

Ha sorpreso anche la gestione della partita da parte di Ronald Koeman della sua Olanda contro il Marocco, perché in pratica si è visto il contrario della gara dei tedeschi, con gli Arancioni a difendersi e i marocchini ad attaccare, riuscendo a spuntarla solo ai rigori, ma meritando ampiamente durante il match.

C’è da chiedersi perché per una squadra tecnica e importante come quella olandese, tra l’altro sfortunata sempre nelle serie dei rigori, il suo CT abbia scelto proprio questa strategia, fatto sta che è costata l’eliminazione e le conseguenti dimissioni di Koeman.

Ordinarie e relativamente tranquille sono state le qualificazioni agli ottavi delle nazionali di casa, forse solo il Canada ha faticato contro il Sudafrica, ma pochi problemi hanno avuto Messico e Stati Uniti, rispettivamente contro Ecuador e Bosnia.

Semplice la qualificazione della Spagna, i giovani terribili di Luis de la Fuente non hanno avuto problemi ad aver ragione della compassata Austria, meno ancora ne ha avuti la Francia, che ha dato una vera dimostrazione di forza contro la Svezia, schierando buona parte del suo “arsenale (Kylian Mbappé, Ousmane Dembelé, Bradley Barcola), ma soprattutto esaltando la prestazione di Michael Olise, al momento di sicuro il miglior giocatore del mondiale.

Con un simile potenziale i transalpini lanciano, ove ce ne fosse stato bisogno, un chiaro segnale a tutte le rivali, che debbono vedersela con loro per la conquista del titolo.

Cosa che magari hanno messo in preventivo Leo Messi e l’Argentina tutta, ma l’Albiceleste ha dovuto sudare tutte le sue camisetas per aver ragione del sorprendente Capo Verde. Lo avevamo già scritto nel precedente articolo che gli africani, dopo i tre pareggi nel girone, uno dei quali contro la Spagna, poteva regalare altre sorprese, e il campo non ci ha smentito: pur in svantaggio due volte, con il primo gol segnato ancora da Messi, i Crioulos non si sono mai arresi trascinando i campioni del mondo fino ai supplementari e arrendendosi solo nel finale per l’autorete di Diney, in quella che è stata sicuramente la miglior partita del mondiale finora.

Accennando alla “normalità” della qualificazione di Svizzera e Colombia, che hanno superato rispettivamente Algeria e Ghana, qualche parola in più va spesa su Portogallo, Inghilterra e Brasile. La squadra di Cristiano Ronaldo affrontava probabilmente il match più difficile, avendo di fronte quella Croazia sempre sul podio nelle ultime due edizioni del torneo, con il duello a distanza tra CR7 e Luka Modric, vinto dal primo di poco, con il croato che alla fine, dimostrando di essere umano, ha palesato un po’ di stanchezza dopo una stagione in cui è stato ancora protagonista.

I sudditi di Sua Maestà hanno invece avuto più di un problema contro la Repubblica Democratica del Congo, ancora una volta c’è voluto Harry Kane per ribaltare un match che si era fatto complicato, l’impressione è che abbiano ancora margini di miglioramento e potrebbero dire la loro in quest’ultima fase del mondiale.

Lo stesso vale per il Brasile, contro il Giappone c’è voluto tutto l’intuito e, perché no, lo stellone di Carletto Ancelotti per trascinarsi agli ottavi, ora però i suoi campioni dovranno fare qualcosa in più, altrimenti il cammino che resta loro ci sembra breve.

Dovranno iniziare da subito, perché di fronte avranno la Norvegia trascinata dal solito Erling Haaland, e non sarà semplice; agli ottavi la gara più interessante sulla carte è sicuramente il derby iberico tra Spagna e Portogallo, Cristiano Ronaldo contro i suoi probabili eredi, vedremo se prevarrà la gioventù o l’esperienza.

Per Francia e Argentina gli impegni sembrano abbordabili, rispettivamente contro Paraguay ed Egitto, ma attenti sempre alle sorprese e al carattere che queste squadre hanno dimostrato di avere. Complicato è l’ottavo del Canada contro il lanciato Marocco, gli Stati Uniti dovranno guardarsi da un Belgio indecifrabile, per il Messico la prova del nove contro l’Inghilterra; equilibrata la gara tra Svizzera e Colombia.

Inferno e Paradiso sono già pronti ad accogliere vincitori e sconfitti.

Olise-Olympia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *