di Giuliana Cassani
“Poter fare sport a buon livello e professionale a Milano sta diventando impossibile per i giovani. Dovrebbe essere la base e invece non ci sono strutture che accolgano i ragazzi che vogliano impegnarsi a livello agonistico con costi adeguati alle reali possibilità delle società sportive.” Questo il pensiero di Federico Colli, classe 1979, una laurea alla Bocconi, che per anni, dal 2015, ha seguito la preparazione atletica della sciatrice alpina azzurra Federica Brignone, due ori olimpici nel supergigante e nello slalom gigante ai Giochi di Milano-Cortina 2026 e vincitrice di altre tre medaglie olimpiche e cinque iridate.

Dal 2010, fra primavera ed estate, Colli lavora quotidianamente presso il Centro Sportivo XXV Aprile di Milano seguendo con la massima attenzione tutto il team de “La Tana delle Tigri ASD” di cui è Direttore Tecnico. Un team che, oltre alla Brignone, ha incluso tanti sciatori di alto livello. Qualche nome? Eccoli: Raffaella Brutto, Martina Perruchon, Cecilia Pizzinato, Lisa Franceisa Boirai, Christoffe Jacquemod, Pietro Broglio, Matteo Renzoli, Francesca Canepa, Federico Casi, Giorgia Collomb, Tommaso De Luca, Alberto Sironi, Giulio Parrini. Ma non basta. Sul prato, in pista e nella piccola ma organizzata sala pesi del XXV Aprile, oltre a tanti giovani promettenti sciatori, si sono preparati più di 60 attuali maestri di sci.

“Sono preoccupato per il futuro di questo fondamentale Centro Sportivo – prosegue Colli – soprattutto per le giovani leve, per i ragazzi e le ragazze che saranno il futuro della nostra disciplina e che, per crescere, necessitano di quanto sinora il XXV Aprile ha potuto metterci quotidianamente a disposizione: il prato, la pista, la sala pesi, il magazzino (fondamentale visto l’elevato numero di attrezzature indispensabili), la tensostruttura coperta. Di questo abbiamo bisogno, non di club house, oltre ad una libertà di azione che in certi centri fitness esclusivi non avremmo. Così come non avremmo la massima disponibilità in termini di orari. Il CS XXV Aprile, con la gestione CUS Milano, è praticamente sempre aperto. Un errore gravissimo, nello sci italiano di questi ultimi anni, è di trascurare la crescita motoria dei più giovani sovraccaricandoli tecnicamente e portandoli, se non all’infortunio, alla alienazione. Gli allenamenti che io propongo nel prato o in pista e comunque all’aperto, possono persino essere divertenti ma se effettuati al chiuso, in una palestra, non avrebbero gli stessi effetti psicofisici soprattutto sui più giovani”.

Ma Colli non si limita a offrire la sua competenza agli atleti avendo dedicato oltre 20 anni a esplorare i confini della preparazione atletica e mentale. Oltre a formare sportivi d’èlite, si dedica anche a se stesso e alle sue passioni in giro per il mondo, quello ancora selvaggio. E’ appena rientrato dall’ultima impresa sul Tien Shan in Asia Centrale dove ha aperto tre nuove discese di sci estremo nel regno inesplorato del Kirghizistan, tra valli remote e cime tra i 4000 e i 5000 metri, su pareti nord nella regione di Karakol con pendenze tra 45 e 55 gradi e mille metri di dislivello.


Allenatore federale di III livello e Maestro di sci, dive master esperto, Federico Colli è infatti appassionato di sci estremo con un passato ricco di spedizioni alpinistiche e avventure in luoghi ancora selvaggi e inesplorati come in Patagonia, in Nepal, in Nuova Zelanda o nelle Svalbard, nel cuore dell’Artico, dove è sceso con gli sci da 4 pareti mai violate. Ce le racconta nei suoi libri tra i quali ricordiamo “BIG NORTH EXPEDITION – Sci estremo in Alaska” dove descrive una spedizione estrema tra le discese gelide e selvagge, ma bellissime, dell’Alaska ed esplora il legame profondo tra uomo e montagna e la voglia di sfidare i propri limiti, e “SKI TRAINING CONDITION”, il metodo “Tana delle Tigri” per la preparazione atletica dello sci.


Ascoltiamo nel video le importanti riflessioni di un vero uomo di sport, capace di dedicare la sua competenza a 360° all’evoluzione fisica e tecnica dei suoi atleti, sull’importanza strategica del CS XXV Aprile a Milano con la speranza che anche la struttura indoor possa essere resa usufruibile dopo anni di inutilizzo e degrado.
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Ci piacciono le medaglie? Ne vogliamo ancora? Forse è il caso che in questa città si impari a valorizzare e proteggere quanto costruito in tanti anni a favore dello sport di base per continuare a realizzare i sogni di tanti giovani sportivi. Non si smetta mai poi di sperare che le risorse economiche pubbliche vengano prossimamente investite sotto una guida esperta e responsabile. Chissà?


Foto concesse da La Tana delle Tigri ASD e Federico Colli









