di Giuliana Cassani
Un importante convegno nazionale, dedicato ai docenti in particolare di Scienze Motorie, si è svolto sabato scorso 26 settembre presso il Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio alle porte di Milano: “Il corpo nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria” con un ricco programma di interventi moderati da Giovanni Michielon professore dell’Università degli Studi di Milano.Un evento fondamentale nella storia dell’educazione fisica italiana con l’attenzione puntata su una tematica sulla quale gli studiosi, non solo del settore, stanno segnalando campanelli di allarme da non trascurare.
La Dirigente Scolastica dell’IC Margherita Hack di Cernusco S/N Roberta Spinazzi, che ha aperto gli interventi, segnala: “provengo dalla filosofia ma conosco perfettamente il potenziale educativo che lo Sport porta con sé e la centralità che l’Educazione Fisica ha nell’organizzazione scolastica. E’ sempre più necessario dialogare con il territorio e intercettarne i bisogni. Con un protocollo siglato con l’Università Statale di Milano punteremo alla formazione dei docenti. La Scuola non è luogo di improvvisazione ma di relazioni da costruire seguendo le direttive di formatori di alta professionalità. L’art. 33 della Costituzione stabilisce che La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme. Noi perseguiremo il benessere psicofisico sia per gli studenti che per i docenti che dovranno essere professionisti preparati e aggiornati per educare al movimento non per addestrare o inseguire obiettivi agonistici.”
La Scuola ha infatti una funzione determinante rispetto alla valorizzazione del benessere psicofisico della sua popolazione. “Già solo nella nostra regione – rileva Daniela Fumagalli, coordinatrice regionale di Educazione Fisica e Sportiva per l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – ci sono 3720 scuole dell’infanzia tra statali e paritarie con 220.000 bambini che per il 99% frequentano a tempo pieno. Le scuole primarie sono circa 2500 con il 50% degli allievi che frequentano il tempo pieno.”
Dunque la Scuola, L’Università (presente Stefano Longo, Professore Associato e Preside della Scuola di Scienze Motorie dell’Università Statale di Milano), le Associazioni dei docenti (al tavolo Andrea Carlucci, Docente di Educazione Fisica e membro del Direttivo di Edumoto), i docenti esperti (interventi di Daniele Lodi, Docente di Educazione Fisica e Responsabile dell’Associazione Motor Studio Tre, di Giordana Bruna Mercuriali, Dirigente Scolastico dell’IC “Paolo Frisi” di Melegnano, di Milena Ronchi, Docente di Educazione Fisica e Insegnante di scuola Primaria e di Chiara Caglio, Docente Primaria e Terapista della Neuro e Psico motricità dell’età evolutiva), hanno fatto squadra per offrire ai presenti un quadro competente della situazione nel nostro Paese.
Profonde le riflessioni di due tra i massimi esperti dell’educazione fisica in Italia: Marco Bussetti, già Ministro dell’Istruzione e oggi Direttore Scolastico della Regione Veneto, e Bruno Mantovani, autore di numerose pubblicazioni sul corpo e il movimento e già Docente a contratto dell’Università degli Studi di Milano.

“Ogni apprendimento nasce dentro ad una persona e questa persona ha un corpo – spiega Marco Bussetti nel suo intervento “Il ruolo del corpo in questo periodo storico. Che cosa può fare la scuola” che si è ispirato alla ricchezza educativa trasmessa dalle parole delle canzoni dei nostri più grandi cantautori – La Scuola deve accompagnare la persona nel formare la propria identità, formare cittadini responsabili, capaci di interagire. La rivoluzione digitale ha cambiato il mondo, il corpo è sempre di più nelle immagini da guardare ma una persona non coincide con una foto pubblicata, con i likes che ne conseguono. Dietro ogni persona c’è una storia. Quale docente a scuola ben conosce il Sistema Nervoso Centrale, le funzioni dell’ipotalamo, dell’amigdala, della formazione reticolare, dell’ippocampo? Il docente di scienze motorie che ben sa che una persona apprende attraverso il corpo. Tramite l’esperienza si conosce e si impara”. Dal concetto di partecipazione in Giorgio Gaber, alla frase detta al momento giusto che può accompagnare un’intera esistenza di Roberto Vecchioni con l’emozionante “Voglio andarmene con tutte le parole dentro. Sono sempre state il mio bagaglio”, a Fabrizio De Andrè capace di riconoscere la dignità nella fragilità, a Francesco De Gregori con la Storia siamo noi, alla ricerca di una direzione di Luciano Ligabue. Il docente deve offrire strumenti che consentano all’alunno di scegliere consapevolmente la propria strada e, come dalle parole delle canzoni di Biagio Antonacci e Vasco Rossi, a essere libero, a diventare ciò che lo rende unico. Illuminate le parole di de Gregori ne La Leva Calcistica Della Classe ’68 “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore…” A Scuola – conclude Bussetti – conta sapere che qualcuno crede che tu ce la possa fare, che ti consenta di imparare dall’errore, che sappia darti fiducia. Il Dirigente Scolastico poi deve essere il garante del benessere della propria comunità educativa. Non amministra una scuola ma costruisce una comunità dove sia consentito emergere.”

Se la persona viene prima della prestazione, se il pensiero tramite il corpo diventa azione ed emozione, ecco che le Neuroscienze ci spiegano quanto sia dominante il ruolo del corpo in ogni espressione della persona. Nell’ intervento “Utilizzare le neuroscienze per migliorare la didattica” Bruno Mantovani ci ricorda che le difficoltà del corpo sono le difficoltà della mente. “L’intelligenza umana non è separabile dal corpo che la incarna. I bambini escono ogni giorno da scuola diversi da come erano quando sono entrati. I campanelli di allarme relativi all’attuale situazione giovanile – avverte Mantovani – non vanno trascurati: difficoltà relazionali, difficoltà negli apprendimenti, nel pensiero logico e nell’orientamento spazio-temporale, nelle prestazioni sportive, nel prestare attenzione per tempi lunghi, sono solo alcuni esempi.”
Un convegno in cui la sintonia di pensiero degli addetti ai lavori che hanno presentato le proprie relazioni non può farci che ben sperare! Investire sulla prevenzione con misure di qualità, con interventi di esperti titolati e di esperienza. Questo il proposito. Docenti, scrittori, giornalisti, medici, tutti promuovono una sana ed educativa pratica dell’attività motoria ma, tornando a quanto evidenziava in apertura la Dirigente Scolastica Spinazzi, quanto siamo in grado di investire per costruire un’altissima professionalità nei docenti che devono far crescere i nostri bambini, il futuro del nostro Paese?









