di Edoardo Petagna
Al successivo Campionato del mondo di Atene, l’8 ottobre 1994, la squadra di Julio Velasco era nuovamente in finale. Acquisita la qualificazione per aver superato nella fase a gironi Cina, Bulgaria e Giappone, nei quarti di finale gli azzurri sconfissero la Russia e, in semifinale, ritrovarono ancora Cuba. 3 a 1 il risultato a favore dell’Italia e ingresso in finale contro l’Olanda. L’Italia si portò su 2 set ad 1 e, nel quarto, annichilì gli olandesi con uno perentorio 15 a 1. Il resto è storia! L’Italia si laureava Campione del Mondo per la seconda volta consecutiva.
La squadra Campione del Mondo ad Atene 1994, guidata ancora da Julio Velasco, era composta da: Lorenzo Bernardi, Andrea Bracci, Luca Cantagalli, Ferdinando De Giorgi, Andrea Gardini, Andrea Giani, Giacomo Giretto, Pasquale Gravina, Samuele Papi, Damiano Pippi, Paolo Tofoli ed Andrea Zorzi.

E arriviamo al triplete. Nel 1998, il 29 novembre, il sestetto italiano realizzò la terza vittoria al Campionato mondiale e venne consacrata come la squadra del secolo. A Tokyo, gli azzurri, dopo la semifinale vinta per 3 a 2 sul Brasile, sconfissero in finale per 3 a 0 la Jugoslavia.
La squadra Campione del Mondo a Tokyo 1998, guidata dall’allenatore brasiliano Bebeto de Freitas (scomparso nel 2018), era composta da: Andrea Bracci, Mirko Corsano, Ferdinando De Giorgi, Alessandro Fei, Andrea Gardini, Andrea Giani, Pasquale Gravina, Marco Meoni, Samuele Papi, Michele Pasinato, Simone Rosalba ed Andrea Sartoretti.

Devono trascorrere ventiquattro anni, perché il titolo mondiale ritorni in Italia. L’11 settembre 2022, a Katowice, in Polonia, la Nazionale, allenata da Ferdinando De Giorgi, sconfigge 3-1 (22-25, 25-21, 25-18, 25-20) la Polonia alla Spodek Arena.
La squadra italiana, aveva superato nella fase a gironi Canada, Turchia e Cina, negli ottavi di finale aveva vinto per 3-1 (25-21, 21-25, 26-24, 25-18) Cuba, l’eterno avversario; nei quarti di finale i campioni olimpici in carica della Francia, con un match concluso al tie break 3-2 (24-26, 25-21, 23-25, 25-22, 15-12); in semifinale, con un secco 3-0 (25-21, 25-22, 25-21) la Slovenia, In finale, lo scontro con i padroni di casa della Polonia, una partita intensa, giocata quasi punto a punto.
La squadra Campione del Mondo: 1 Pinali, 3 Recine, 5 Michieletto, 6 Giannelli, 7 Balaso, 8 Sbertoli, 12 Bottolo, 14 Galassi, 15 Lavia, 16 Romanò, 17 Anzani, 19 Russo, 24 Scanferla, 30 Mosca. Allenatore: Ferdinando De Giorgi.

Ed eccoci a qualche settimana fa, a Manila nelle Filippine.
Il 29 settembre, la Nazionale ha colorato di azzurro il Campionato Mondiale del 2025 laureandosi Campione per la quinta volta dopo aver battuto la Bulgaria per 3-1 (25-21, 25-17, 17-25, 25-10). Quinto successo mondiale anche per il commissario tecnico Ferdinando De Giorgi che ai tre da giocatore (‘90-’94-’98) ha aggiunto i due sulla panchina tricolore. Dopo qualche momento di timore per la sconfitta col Belgio durante una delle partite del girone di qualificazione, un filotto di vittorie contro Ucraina, Argentina negli ottavi di finale, ancora Belgio nei quarti, Polonia in semifinale e poi la partita di finale contro la Bulgaria rivelazione del torneo.
La squadra campione del mondo nel 2025
Palleggiatori: 6. Simone Giannelli (capitano), 8. Riccardo Sbertoli
Centrali: 14. Gianluca Galassi, 17. Simone Anzani, 25. Giovanni Gargiulo, 19. Roberto Russo
Schiacciatori: 12. Mattia Bottolo, 5. Alessandro Michieletto, 31. Luca Porro, 9. Francesco Sani.
Opposti: 11. Kamil Rychlicki, 16. Yuri Romanò
Liberi: 7. Fabio Balaso, 28. Domenico Pace
Allenatore: Ferdinando De Giorgi

| Anno | Campione | Seconda | Terza |
| 1949 | Unione Sovietica | Cecoslovacchia | Bulgaria |
| 1952 | Unione Sovietica | Cecoslovacchia | Bulgaria |
| 1956 | Cecoslovacchia | Romania | Unione Sovietica |
| 1960 | Unione Sovietica | Cecoslovacchia | Romania |
| 1962 | Unione Sovietica | Cecoslovacchia | Romania |
| 1966 | Cecoslovacchia | Romania | Unione Sovietica |
| 1970 | Germania Est | Bulgaria | Giappone |
| 1974 | Polonia | Unione Sovietica | Giappone |
| 1978 | Unione Sovietica | Italia | Cuba |
| 1982 | Unione Sovietica | Brasile | Argentina |
| 1986 | Stati Uniti | Unione Sovietica | Bulgaria |
| 1990 | Italia | Cuba | Unione Sovietica |
| 1994 | Italia | Paesi Bassi | Stati Uniti |
| 1998 | Italia | Jugoslavia | Cuba |
| 2002 | Brasile | Russia | Francia |
| 2006 | Brasile | Polonia | Bulgaria |
| 2010 | Brasile | Cuba | Serbia |
| 2014 | Polonia | Brasile | Germania |
| 2018 | Polonia | Brasile | Stati Uniti |
| 2022 | Italia | Polonia | Brasile |
| 2025 | Italia | Bulgaria | Polonia |
Alla lunga striscia di successi ne manca ancora uno da aggiungere ai campionati europei e mondiali, la vittoria di un titolo olimpico che resta il sogno, finora, irrealizzato. La pallavolo, dal 1964, è compresa nel programma dei Giochi olimpici estivi e tre volte la squadra azzurra ha giocato la finale olimpica ma ne è sempre uscita sconfitta. La squadra di Velasco che tra il 1989 e il 1996, è stata in grado di vincere Campionato del mondo, Campionato europeo, World League, non ha mai raggiunto l’alloro olimpico. A Barcellona, nel 1992, fu messa fuori dall’Olanda 3-2 ai quarti di finale; ad Atlanta nel 1996, da favoritissima, fu sconfitta in finale, sempre dall’Olanda, e ancora con un 3-2. In seguito, nel 2004 e nel 2016, è stato il Brasile a negare la vittoria.
Nel 1996, ai Giochi Olimpici di Atlanta, la Nazionale si presentò da favorita, reduce com’era dalla vittoria di due titoli mondiali. Nel girone di qualificazione, contro Corea del Sud, Tunisia, Olanda, Russia e Jugoslavia l’Italia vinse 3-0 tutti gli incontri. Nei quarti ed in semifinale, superò, rispettivamente, la squadra argentina e jugoslava; quest’ultima aveva sconfitto i campioni uscenti del Brasile. Nell’altra semifinale, fu l’Olanda a imporsi sulla Russia. Il 4 agosto 1996, Olanda e Italia, scesero all’Omni Coliseum davanti a 16.000 spettatori. Il primo set andò all’Olanda per 15-12; l’Italia vinse il secondo parziale per 9-15; l’Olanda si portò nuovamente in vantaggio vincendo il terzo set 16-14; riscossa Italia nel quarto set, vinto per 15-9. Si andò al tie-break durante il quale si giocò punto a punto, in perfetto equilibrio fino al 13 pari. Gli olandesi, alla fine, si imposero con il punteggio di 17-15 vincendo il titolo olimpico. Il commento di Velasco a quell’incontro:
“Se c’era qualcosa di più che potevamo fare, noi non lo sapevamo. Chi vince festeggia, chi perde spiega”.
Anni dopo, è stata elaborata la ripetizione della partita con il sistema di gioco rally point system, introdotto, successivamente, senza il cambio palla. Avrebbe vinto l’Italia per 3 set ad 1!!!
Per i giocatori italiani e per i tifosi, me compreso, sarebbero state tante streghe ed incubi in meno ! Così è lo sport; si vince e si perde; l’importante è aver dato il massimo dell’impegno e dell’energia.

Alle Olimpiadi di Atene, nel 2004, le dodici squadre vennero suddivise in due gironi da sei, con le prime quattro a qualificarsi per i quarti di finale. Italia e Brasile furono inserite nel medesimo girone. La partita tra Brasile e Italia del girone di qualificazione venne vinta dal Brasile per 3 a 2 (25-21, 15-25, 25-16, 21-25, 33-31); in seguito, gli azzurri dopo un convincente successo in semifinale contro la Russia, si guadagnarono il diritto di giocare la finale olimpica sfidando nuovamente il Brasile. In panchina c’era Giampaolo Montali che schierò un sestetto base composto da Vermiglio come regista, Papi e Giani opposti, Fei e Sartoretti schiacciatori e Mastrangelo centrale. Nel sestetto di Bernardinho, al secolo Bernardo Rocha de Rezande, l’allenatore brasiliano, spiccava Gilberto de Godoy, detto Giba. Le speranze dell’Italia di vittoria durarono lo spazio di due set; ceduto il primo 16-25, si impose per 26-24 nel secondo parziale, soccombendo nel terzo e quarto set, rispettivamente per 25-20 e 25-22, ad un Brasile inarrestabile. Giba, con le sue eccezionali prestazioni durante l’intero torneo e con i suoi 20 punti in finale, venne proclamato “Miglior Giocatore del Torneo”.
Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, stesso copione di Atene. Le dodici squadre vennero suddivise in due gironi da sei, con le prime quattro a qualificarsi per i quarti di finale. Italia e Brasile furono inserite nel medesimo girone. La partita tra Brasile e Italia del girone di qualificazione venne vinta dall’Italia per 3 set ad 1(23-25, 25-23, 25-22, 25-15) e l’Italia subì anche uno sconfitta dal Canada. Sconfitti nei quarti l’Iran e in semifinale gli Stati Uniti, la nazionale italiana ritrovò nuovamente in finale il Brasile, padrone di casa che vinse con un netto 3 a 0 (25-22, 28-26, 26-24).
Formazione: 3 Sottile, 4 Vettori, 5 Juantorena, 6 Giannelli, 7 Rossini, 9 Zaytsev, 10 Lanza, 11 Buti, 13 Colaci, 14 Piano, 15 Birarelli, 16 Antonov. Allenatore: Blengini
| Anno | Campione | Seconda | Terza |
| 1964 | Unione Sovietica | Cecoslovacchia | Giappone |
| 1968 | Unione Sovietica | Giappone | Cecoslovacchia |
| 1972 | Giappone | Germania Est | Unione Sovietica |
| 1976 | Polonia | Unione Sovietica | Cuba |
| 1980 | Unione Sovietica | Bulgaria | Romania |
| 1984 | Stati Uniti | Brasile | Italia |
| 1988 | Stati Uniti | Unione Sovietica | Argentina |
| 1992 | Brasile | Paesi Bassi | Stati Uniti |
| 1996 | Paesi Bassi | Italia | Jugoslavia |
| 2000 | Jugoslavia | Russia | Italia |
| 2004 | Brasile | Italia | Russia |
| 2008 | Stati Uniti | Brasile | Russia |
| 2012 | Russia | Brasile | Italia |
| 2016 | Brasile | Italia | Stati Uniti |
| 2020 | Francia | ROC | Argentina |
| 2024 | Francia | Polonia | Stati Uniti |
Al termine di questo excursus, in cui chi scrive si è limitato al suo ruolo di cronista, riporto il commento di Mauro Berruto, già allenatore della Nazionale maschile dal 2010 a 2015, ed ora parlamentare italiano dal 2022, alla vittoria del 2025. Ispirato dallo spirito e dall’essenza della pallavolo, scrive Berruto sul quotidiano Avvenire:
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla pallavolo. Ho scritto questa parafrasi dell’articolo 1 della nostra Costituzione sui social, domenica, pochi secondi dopo la palla attaccata da Simone Anzani che ha consacrato la pallavolo italiana ancora una volta campione del mondo, travolto dall’emozione di un’estate che rimarrà nella storia…….. Per capire la portata fantascientifica del volley azzurro, bisogna considerare che, nell’arco di una manciata di mesi, le nostre squadre nazionali hanno disputato quattro finali di campionati Mondiali, seniores maschile e femminile e under 21 maschile e femminile, vincendone tre su quattro. E se non bastasse, le due finali assolute contro Turchia e Bulgaria ci hanno messo di fronte a squadre allenate da due allenatori italiani! Una dimostrazione di forza globale, in uno sport planetario, per un movimento che si muove come un corpo unico che non trova paragoni (e non solo nel nostro Paese). Non è la fotografia di un ciclo fortunato, anche perché questo dominio ha avuto inizio negli anni Novanta del secolo scorso: in trentacinque anni di storia, un’era geologica per lo sport, il bottino di medaglie di nazionali maschili, femminili, giovanili è realmente impressionante ed è il frutto di un progetto che ha radici profonde e che racconta una visione…….. La pallavolo, del resto, è l’unico sport al mondo dove il passaggio della palla è obbligatorio per regolamento: non si può trattenere, non si può custodire per sé, dunque è impossibile vincere da soli. È un insegnamento straordinario, tanto più in un tempo in cui individualismo e protagonismo sembrano prevalere. Forse è questa la chiave della nostra storia: l’Italia della pallavolo non è solo un movimento sportivo vincente, è un modo di intendere la squadra e la comunità. Un modello che parla di condivisione, di fiducia reciproca, di responsabilità collettiva che rende davvero unico e perfino rivoluzionario il messaggio della pallavolo. E allora questa grande emozione non deve esaurirsi nella celebrazione, deve essere ispirazione. Nello sport, come nella vita, ce la si fa solo quando passare la palla, da obbligo, diventa gioia.
avvenire.it/…/pallavolo-campioni-berruto
Riferimenti
Archivio Gazzetta dello Sport
Eurosport
Federvolley.it
FIPAV
Focus.it
Geopop.it
Olympics.com
paginedisport.net/ -RobertoVallalta
Quotidiano Avvenire
Sportface.it
SportHystoria
Wikipedia









